La Contrada Dogana risponde alle accuse

Alessandro Sanità risponde alle accuse mosse dal comitato e alla squalifica comminata alla Contrada Dogana durante il Palio.

“Da che mondo è mondo l’arbitro delle competizioni sportive popolari è apostrofato con parole colorite e spesso è chiamata in ballo anche la moglie. Inizio in questo modo un po’ burlesco per cercare di stemperare gli animi e per ridare al Palio di Castelfiorentino la dignità e l’autorevolezza che oramai si merita. Lo scorso fine settimana si è giocata la quarta edizione e bello è stato vedere la immensa partecipazione di nonni, nipoti, genitori ed anche parenti venuti da fuori. Ogni volta sembra la fine e poi la grande partecipazione di pubblico e contradaioli ridà slancio e nuova vita. Tutto sta in piedi con il volontariato perchè volontari sono gli organizzatori ed i giudici, volontari sono i presidenti, i capitani e gli altri e volontari sono le decine e decine di persone che nei quartieri e nelle frazioni si allenano sacrificando per mesi il loro tempo libero. E non si devono dimenticare i tanti altri ancora, uomini e donne, che chiusi nei fondi si scervellano con il tema e con il carro. Il condimento di tutto è poi l’agonismo perchè ci si allena per vincere e ci si scervella per centrare il tema.

Senza l’agonismo il palio non starebbe in piedi, ne questo ne gli altri. Domenica scorsa abbiamo assistito ad una brutta rappresentazione che deve far riflettere tutti i soggetti interessati e li deve spingere ad andare oltre le giustificazioni di facciata che abbiamo letto sugli organi di informazione. Lo devono fare per rispetto di tutti ma in particolare dei tanti adolescenti e ragazzini e ragazzine che sono entrati nel mondo del palio sia come giocatori sia come sostenitori e che hanno sofferto ed anche pianto. Si perchè la magia del palio e del suo agonismo è riuscita a strapparli dal tablet e dal videogioco e li ha portati per strada, a socializzare. La socializzazione quella vera, fatta dallo stare insieme, non quella solitaria dello schermo. Si è letto che la contrada Dogana si è distinta per comportamento antisportivo. Si è letto poi che per questo deplorevole comportamento è stata penalizzata al punto che da vincitrice del palio è stata retrocessa al secondo posto. Non si sono però ancora lette le ragioni di tutta questa bruttissima e spiacevole faccenda. Ed allora, in qualità di presidente della Contrada e nel rispetto della volontà dell’assemblea dei contradaioli, che si è tenuta mercoledì sera, devo far sapere che tutto nasce da una partita del pomeriggio di domenica dove Dogana giocava per il terzo e quarto posto. La partita finisce con Dogana vincitrice e con la conseguente assegnazione del punteggio previsto per il terzo posto. Tutto viene poco dopo messo in discussione e gli stessi giudici che prima avevano assegnato la vittoria annullano la precedente partita e chiamano la Dogana a giocare nuovamente. L’agonismo prende allora il sopravvento e le parole volano, volano, volano e volano senza poter essere fermate. D’altra parte si era in una piazza gremita di contradaioli colorati, accaldati ed accalorati e si stava disputando un palio che a nessuno sarebbe piaciuto perdere in quel modo.

Al di là dell’agonismo e delle tante parole, la Dogana ascolta comunque i giudici e i giocatori, in buona parte adolescenti, senza troppe proteste giocano sportivamente la nuova partita. Per fortuna vincono di nuovo e confermano il piazzamento al terzo posto per la gioia di tutti i contradaioli. La ripetizione della partita veniva giustificata con la motivazione che uno dei giudici che doveva controllare quella zona del campo non aveva visto che un giocatore della Dogana aveva messo il piede oltre una certa riga. Sembra che il regolamento lo preveda ma siamo andati a leggerlo e ci pare di non aver trovato questa casistica. Esposti i fatti, che ci auguriamo ed auspichiamo vengano pubblicamente confermati anche dagli organizzatori, ridiamo pubblica dignità alla contrada di Dogana, diciamo pure chiaramente quali sono stati i comportamenti antisportivi che gli sono stati addebitati ma diciamo anche che tutto nasce dalla forzata ripetizione di una partita già dichiarata vinta e che comunque la Dogana ha rigiocato con sportività ed ha vinto di nuovo.

In conclusione alcune domande ci sorgono spontanee: al prossimo palio potremmo vedere anche la ripetizione del gioco del tiro alla fune? oppure del ruzzola la balla? Oppure vedremo una infinità di videocamere o avremo la moviola? Facciamo tutto quanto ci è possibile per avvicinare, per unire, per proseguire nella socializzazione e nella integrazione. Non distruggiamo. Sono i nostri figli e nipoti che ce lo chiedono. La contrada Dogana pur ferita mortalmente dalle parole che sono volate continua a stare dentro il palio e dal di dentro continuerà a fare tutto quanto farà del bene al palio. E fra le prime azioni che potranno fare del bene al palio ci pare che ci sia la chiara e netta separazione fra il ruolo di organizzatore e quello di giudice e un doveroso passo indietro della politica. E lavoreremo per farlo. E il palio lo vinca chi lo vince. A nome mio ed a nome di tutti i contradaioli di Dogana mi sento di dire “Lunga vita al palio di Castelfiorentino”.

Il presidente della contrada Dogana Alessandro Sanità

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