Cambiano

La Nobile Contrada Cambiano inizialmente doveva partecipare al palio unito alla contrada Puppino ma a dimostrazione del forte senso di appartanenza e l’amore per questo territorio hanno spinto i contradaioli ad una sentita singola partecipazione.
Brevi cenni storiciAntico nome Camiano indicato dal 863 nelle mappe delle proprietà vescovili lucchesi.
Cambiano è una borgata di 1.320 abitanti (fonte Comune Castelfiorentino nov. 2011 ) con villa signorile sull’antica strada Francesca.
Probabilmente deve il suo nome dalla famiglia Cambi che, agli inizi del ‘500 come testimonia il decimario del 1526 della Chiesa di San Prospero a Cambiano, vi si insediò e acquistò i resti di un antico castello medievale ed in seguito vi costruì sopra un imponente villa.
Cosimo de’ Medici che visitò più volte Castelfiorentino vi volle fin dal 1540 la stazione di posta. La posta, come si rileva nel “Dizionario Fisico Geografico-Storico della Toscana” di F. Repetti, ebbe sede nella villa signorile di Cambiano. Repetti descrive così la villa: “Villa signorile con chiesa parrocchiale del 1300 di S. Prospero. Fu sede di una stazione postale sulla strada via Francesca che fiancheggia la ripa destra dell’Elsa dove fu tracciata la strada postale.”
Il gonfalone: Il gonfalone del Cambiano così come lo conosciamo oggi è stato creato in occasione dell’unione in matrimonio delle famiglie Cambi-Capponi avvenuto nel 1450 a rinsaldare l’alleanza delle due potenti famiglie fiorentine.
Sono stati uniti così gli alberi, un pino ed una quercia, stradicati e decussati (pini che prima si trovavano numerosi nel territorio e la quercia perchè detti da querceto) della famiglia Cambi ed i colori bianco e verde del ramo della famiglia Capponi.
La contrada: Con l’idea del palio Ca’stellate Castelfiorentino è stato suddiso in 10 contrade di cui partecipanti 9 ( Castelnuovo non partecipa ). La nostra contrada confina con Puppino e Dogana comprendendo anche Granaiolo e dunque arrivando al confine con Empoli.
L’Inno di Beppe Zannelli: Olè olè Cambiano olè – Noi siamo tutti qui per te – Ma non cerchiamo un attimo di gloria – Ma una radiosa e fulgida vittoria.Olè olè Cambiano olè – Il nostro è il paese del bruscello – E ci abbiamo anche il labaro più bello; – E che sian di un’altra razza, cultura o religione,Siam tutti cambianesi un c’è questione – Olè olè Cambiano olè – Non volan più Sandraccia e Beppone, – –Siam tutti cambianesi – Dall’apparita al casone – Cambiano olè.
NOTE
Labaro: è il vessillo che sventola orgoglioso al vento ( e qui non si discute che il nostro sia il più bello !!! ). Bruscello: o cantar maggio è una forma di spettacolo teatrale popolare un tempo molto diffusa in Toscana originaria di Siena. Secondo l’ipotesi più accreditata il termine potrebbe derivare da arboscello il ramo fronzuto che veniva portato in scena da un attore. Anche a Cambiano i contadini usavano riunirsi su pe’ l’ aia a canta’ maggio dopo le fatiche dei campi. Sandraccia e Beppone: pupazzi che volavano attaccati ad un filo dalla fattoria alla casa sulla strada. Sandraccia era fantoccio con un pentolone sul fondo che volava partendo dalla villa e arrivava ai fienili che si trovavano in fondo alla strada, durante il percorso il pentolone si rovesciava e “benediceva” col suo contenuto coloro che trovavano di sotto. La tradizione si interruppe con la II Guerra Mondiale.